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Presentazioni efficaci #3: davanti al pubblico

Posted in buone prassi on February 26th, 2010 by Alessandra Farabegoli – 2 Comments

Come scrive Seth Godin nel suo ultimo libro, Linchpin, parlare in pubblico è forse una delle esperienze che più mettono alla prova il nostro “cervello primitivo”, cioè quelle paure che affondano le radici nell’atavica esperienza di trovarsi soli e in pericolo di fronte a una tribù nemica o a un branco di predatori. Tuttavia, proprio per questo, l’esperienza del public speaking è un formidabile grimaldello per il cambiamento.

Non a caso, l’introduzione di slide:ology, uno dei testi di riferimento in materia, si conclude con un warning:

This book is not for you if you want to remain a marginal corporate citizen

Nella terza lezione del corso sulle presentazioni efficaci, abbiamo esaminato le possibili origini della paura e come affrontarli; vi segnalo in proposito due interessanti post di Olivia Mitchell, sulle origini evolutive della paura e sui diversi tipi di paura.

Lo strumento migliore che abbiamo per affrontare – e superare – la paura è quello di provare, provare e riprovare: possibilmente, filmandoci mentre proviamo, e guardando poi il video per migliorarci. E facendo un passo in avanti ogni volta che abbiamo a disposizione un’occasione per parlare, ad esempio durante un Ignite.

Solo dandoci molte occasioni di sbagliare – e di imparare dai nostri errori – riusciremo ad avvicinarci a quella naturalezza che è la cifra dei grandi performer, e che in realtà viene raggiunta attraverso un continuo esercizio: riusciremo ad essere qui ed ora, presentando senza rammaricarci per gli errori che abbiamo commesso e senza angosciarci per quelli che potremmo ancora fare.

Altro elemento chiave è la passione: poiché siamo convinti che quel che diciamo è importante e significativo e vale la pena di essere raccontato (e se non lo siamo, probabilmente non vale la pena di sprecare il tempo di tante persone..), questa convinzione dobbiamo tirarla fuori e farla arrivare a chi ci ascolta, rendendola contagiosa.

Presentazioni efficaci #1: la preparazione

Posted in buone prassi on February 11th, 2010 by Alessandra Farabegoli – 5 Comments

Quando si prepara una presentazione, la fase più importante (e spesso trascurata) è quella in cui definiamo gli obiettivi da raggiungere e facciamo mente locale sui vincoli di cui tenere conto.

Purtoppo la maggior parte delle persone, quando deve preparare una presentazione, salta a pié pari questa fase, e si mette bovinamente al computer affidandosi alle mille (inutili) funzioni di Powerpoint, col risultato di creare presentazioni pesanti e noiose che, invece di suscitare interesse e stimolare all’azione, fanno perdere tempo a chi le fa e a chi le ascolta.

Nella prima lezione del laboratorio “Presentazioni efficaci”, che ho organizzato insieme all’associazione culturale EconomicaMente, ho cercato di mettere in luce come questo atteggiamento sia controproducente, e quale sia invece l’approccio mentale giusto alla creazione di una presentazione:

  • focus sull’obiettivo: dobbiamo chiarire innanzitutto a noi stessi qual è il “punto centrale” del nostro intervento e cosa vogliamo che succeda “dopo”
  • essenzialità: invece di sommergere di dati chi ci ascolta, mettiamo in evidenza con chiarezza i concetti-chiave
  • empatia: dobbiamo convincere la parte razionale (emisfero sinistro), ma soprattutto coinvolgere la parte visionaria ed emotiva (cervello destro)
  • storytelling: in un tempo in cui siamo tutti sommersi di dati, per ottenere l’interesse delle persone dobbiamo raccontare una storia che riguardi anche loro

Come ho detto all’inizio della serata, la sequenza delle slides è solo una parte, relativamente piccola, dell’intera presentazione; ma probabilmente chi è interessato all’argomento “presentazioni” troverà interessante sfogliare la lezione.