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LinkedIn: gestire la reputazione professionale online

Posted in mai più senza on April 23rd, 2010 by Alessandra Farabegoli – 2 Comments

LinkedIn è il più diffuso social network per la gestione di relazioni professionali. Conta oltre  65 milioni di iscritti, di cui 15 milioni in Europa. Da pochi giorni, è possibile usarlo anche in versione italiana, il che aumenterà sicuramente la sua diffusione anche nel nostro paese, dove oggi viene usato prevalentemente da chi lavora nell’ICT e nel marketing.

Cos’è e come funziona questo network? Il video che è stato pubblicato in occasione del lancio della versione italiana lo spiega molto bene:

Iscrivendosi, è possibile creare un proprio CV online, con un profilo sintetico, le esperienze professionali, la formazione. In più, rispetto a un normale curriculum, LinkedIn permette di “collegarci” alle persone con cui abbiamo lavorato – colleghi, clienti, partner, fornitori -aggiungendo un’informazione estremamente importante al nostro profilo: la rete a cui apparteniamo.

Le persone collegate su LinkedIn possono chiedere e fornire “raccomandazioni”, che vengono pubblicate nel profilo personale: è quindi possibile vedere – e far vedere a chi legge il nostro profilo – cosa pensa di noi chi ha avuto modo di vederci “al lavoro”.

In italiano, il termine “raccomandazione” ha un’accezione spesso negativa: ma vi invito a riflettere sul fatto che le raccomandazioni su LinkedIn “impegnano pubblicamente” il loro autore, che sa di scrivere, dove tutti possono leggerlo, ciò che pensa di un’altra persona. Questo è ben diverso che alzare il telefono per “dire una parolina buona” che spinga in avanti un “figlio di”, magari in cambio di un favore altrettanto clientelare.

Perché può esservi utile entrare in LinkedIn?

  • Se state cercando lavoro, LinkedIn vi permette di mostrare il vostro CV e le vostre referenze e di mantenere contatti professionali ricevendo aggiornamenti anche sulle persone che non frequentate quotidianamente. Molte aziende usano LinkedIn per fare ricerca di personale, tramite gli annunci e i servizi a pagamento; e i profili “premium” offrono ulteriori funzioni per chi sta cercando di “collocarsi”
  • Se state cercando collaboratori (o valutando possibili fornitori o partner), il profilo dei possibili candidati vi darà molte informazioni, fra cui i “contatti comuni” – da cui potreste ottenere ulteriori informazioni e referenze. Valutate anche l’opportunità di usare i servizi a pagamento per fare ricerche mirate e raccogliere candidature.
  • Se state lavorando sulla vostra visibilità online, ricordate che Google assegna un ranking molto alto a LinkedIn, considerandolo una risorsa estremamente affidabile. Il vostro profilo su LinkedIn in breve uscirà fuori fra i primi risultati nelle ricerche sul vostro nome

Vediamo allora cosa fare, passo dopo passo.

  1. Iscrivetevi e create il vostro profilo: è l’occasione buona per aggiornare il vostro curriculum
  2. Aggiungete una foto, che aiuterà le persone a trovarvi fra i vostri omonimi quando vi cercheranno
  3. Cercate fra gli altri iscritti i vostri contatti – colleghi, compagni di studi, clienti e partner – e chiedete loro di collegarvi. Sostituite il messaggio “standard” con due o tre righe che spieghino alla persona il motivo della richiesta, e se necessario le ricordino la circostanza in cui vi siete conosciuti
  4. Potete anche chiedere il collegamento ai vostri contatti importati dalla posta elettronica: chi riceverà il vostro messaggio, se non è già iscritto avrà l’occasione per farlo
  5. Chiedete e fornite “raccomandazioni”, cercando di essere onesti e oggettivi

Una cosa invece da NON fare è “spammare” richieste di collegamento a persone con cui non avete mai lavorato o studiato: semmai, se qualcuno vi interessa professionalmente, contattatelo prima in altri modi, e, quando la relazione è avviata, proponetegli di collegarvi su LinkedIn. Se vi arriva una richiesta da uno sconosciuto, potete sempre “archiviarla” a futura memoria, e semmai inviargli una richiesta di maggiori informazioni.

LinkedIn consente di creare gruppi che aggregano le persone in base a comuni interessi professionali e/o localizzazione geografica. All’interno dei gruppi, vengono aperte discussioni, che spesso sono un ottimo modo per conoscere altri professionisti e scambiarsi pareri.

È importante controllare di quando in quando il vostro profilo, per tenerlo aggiornato con le novità del caso; potete anche integrare nel profilo il vostro Twitter, sito e blog, inserire le presentazioni che avete pubblicato su Slideshare.. insomma, dar modo a tutti di avere quanti più elementi possibili per valutarvi.

Quindi, al lavoro!

(naturalmente io su LinkedIn ci sono, all’indirizzo http://it.linkedin.com/in/alebegoli ;-) )

Smettete di rimandare, e andate online.

Posted in mai più senza on April 2nd, 2010 by Alessandra Farabegoli – 1 Comment

Incontro spesso – non necessariamente per lavoro – piccolissimi imprenditori, magari agli inizi, che lavorano bene, con passione e personalità. Persone che avrebbero molto da raccontare, che hanno un progetto, e lo portano avanti con impegno.

Di solito, quando gli faccio la fatidica domanda “avete un sito? posso trovarvi anche online?”, mi guardano imbarazzati, e iniziano a balbettare cose come “eh, ci sto pensando”, “lo so che dovrei farlo”, “prima o poi ci arriveremo..”. E mi lasciano (scritto a mano su un pezzo di carta strappato da un blocnotes) un indirizzo email @libero.it.

Questo post lo scrivo per loro, anzi, in realtà, tutto il progetto Common Sense Dispenser l’ho sempre pensato soprattutto per loro (quindi per favore voi geek che mi seguite siete dispensati dal leggere il resto di questo post, non è roba per voi).

Smettete di trovare delle scuse, e andate online!

Avete una storia interessante da raccontare: è la cosa più importante. Avete passione per il vostro lavoro, e attenzione per le persone che entrano nel vostro negozio: sono doti preziose.

Per cominciare, non vi servono migliaia di euro, e neppure “essere bravi col computer”: quello che vi serve è iniziare, un pezzo alla volta, a costruire anche online la vostra “tana base”, il luogo “dove farvi trovare sempre”.

Iniziate in piccolo: ogni cosa che farete, la potrete migliorare più avanti, se sarà il caso pagherete un bravo professionista che lo faccia per voi, ma nulla del vostro lavoro andrà sprecato.

Per creare la vostra “tana base”, io vi consiglio di usare WordPress, e nella modalità più semplice, quella che vi permette di iniziare a costruire un sito-blog ospitato direttamente sui server WordPress.com. Questo vi permetterà di non dovervi preoccupare di tutte le beghe tecniche (hosting, FTP, PHP, CSS, HTML) che sembrano quisquilie a chi le usa tutti i giorni, ma che per voi sono arabo schietto.

Navigate quindi all’indirizzo www.wordpress.com, cliccate sul pulsante arancione in alto “Sign up now”, e seguite le istruzioni. Se avete difficoltà con l’inglese, in cima alla pagina di iscrizione trovate un avviso “WordPress.com is also available in italiano”: cliccate sul link e tutto diventerà più semplice.

In pochi clic, avrete creato il blog <ilvostronome>.wordpress.com; nei “post” (o “articoli”) inizierete a raccontare le novità del giorno, e nelle “pages” (“pagine”) scriverete le informazioni più “stabili”, ad esempio l’indirizzo e gli orari del vostro negozio.

Ora che avete imbastito il vostro sito, dovete renderlo raggiungibile da un indirizzo che sia vostro, e per farlo andrete nel menu Settings/Impostazioni e da lì alla voce Domain/Dominio. Se avete avete già registrato un dominio, lo farete riconfigurare in modo che porti direttamente al vostro blog (vi costerà $9,97 ogni anno in aggiunta a quel che già pagate per il dominio), se invece non l’avete ancora registrato, leggete qui le motivazioni per cui dovete farlo, e usate direttamente WordPress per registrare il dominio e farlo puntare al vostro blog (con $14,97 all’anno passa la paura).

Giocando nel menu “Aspetto” con i vari templates proposti da WordPress, e usando qualche bella foto che avrete scattato, riuscirete a ottenere un risultato piacevole anche senza essere dei professionisti dell’immagine. Ricordatevi, il vostro obiettivo ora non è quello di cambiar mestiere e diventare un webdesigner, ma quello di mettere online ciò che fate, per poter essere trovati in ogni momento. E WordPress in questo è fantastico, perché struttura le pagine in modo ottimale per la ricerca di Google, cosicché quel che andrete a scrivere sarà leggibile anche ai motori di ricerca.

Seguendo questi pochi passi e con un paio di miei consigli, la mia amica Elisabetta ha messo online il suo atelier www.emmadecor.com. Ci sono volute poche ore, 11 euro scarsi per il dominio, e la decisione di vincere la pigrizia e la timidezza.

Se ancora pensate di non farcela, restate sintonizzati su questo canale, perché sto preparando un videocorso “passo dopo passo” per accompagnarvi online. Dopodiché, non avrete più scuse ;-)